AQUAE. La gestione dell'acqua oltre l'Unità d'Italia nella pianura emiliana
Le acque e il loro “governo”, sino alla nascita delle istituzioni consorziali create dopo l'Unità d'Italia per presiederne la gestione e la tutela, sono al centro della mostra "Aquae. La gestione dell'acqua oltre l'Unità d'Italia nella pianura emiliana.Il cavamento Foscaglia 1487-2012 che celebra il 525° anniversario dallo scavo del "Cavamento Foscaglia", la prima grande opera idraulica moderna realizzata al servizio della pianura modenese e bolognese nel distretto di competenza del Consorzio di Bonifica Burana, coincidente con bacino idrografico del Panaro.
La mostra, promossa dal Consorzio Burana e dal Museo Archeologico Ambientale di S. Giovanni in Persiceto, in collaborazione con l'IBC, la Provincia di Modena, il Comune e la Partecipanza Agraria di Nonantola, le Soprintendenze Archivistica e per i Beni Archeologici dell'Emilia Romagna, gli Archivi di Stato di Modena, Bologna e Ferrara, i Dipartimenti di Paleografia e Medievistica e di Discipline Storiche dell'Ateneo bolognese, ripercorre il lungo arco temporale che dall'antichità e dalle prime trasformazioni dell'ambiente naturale ci porta ai nostri giorni e all'attività dell'attuale Consorzio di bonifica.
Inaugurazione 13 novembre, ore 10.30. Intervengono: Pier Paolo BorsariSindaco di Nonantola, Filippo Maria GambariSoprintendente Archeologo dell’Emilia Romagna, Palma CostiConsigliere Regione Emilia Romagna, Stefano VaccariAssessoreall'Ambiente, Provincia di Modena, Francesco VincenziPresidente del Consorzio della Bonifica Burana, Fiamma LenziIstituto Beni Culturali Regione Emilia Romagna, Euride FregniDirettore dell'Archivio di Stato di Modena, Silvia MarvelliDirettore del Museo Archeologico Ambientale di San Giovanni in Persiceto.
A Nonantola, l'itinerario espositivo si amplia approfondendo i temi della gestione delle acque nel territorio nonantolano e dell'attività della Partecipanza agraria. Fra i documenti richiamati, rilievo particolare ha il diploma regale del 752 sottoscritto dal longobardo Astolfo per concedere a S. Anselmo, fondatore del monastero di Nonantola, la Selva Gena, attraversata dall’omonimo corso d’acqua, in seguito chiamato Canale di Nonantola e, da ultimo, Canal Torbido.