IBC

IBC - Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna


ER - il portale della Regione Emilia-Romagna
Regione Emilia-Romagna
 
dal 30 gennaio al 14 febbraio 2010
Imola
Salannunziata
via Fratelli Bandiera 17/A
30 gennaio - 14 febbraio 2010
Inaugurazione:
sabato 30 gennaio, ore 11

orari:
Sabato e domenica 10-12 / 16-19.
Dal lunedì al venerdì 16-19
Info:
cerimonialegr@regione.emilia-romagna.it
tel. 051 527 5550
IBC-Soprintendenza beni librari
tel. 051 217535

Mostre e rassegne

Donne e lavoro: un'identità difficile

1860 -1960 lavoratrici in Emilia Romagna

operaia mentre lavora la treccia di truciolo in una foto pubblicitaria della ditta Rebuttini (1880-1890). Musei civici di CarpiA Imola (Bo) sabato 30 gennaio, alle ore 11, presso la Salannunziata (Via F.lli Bandiera 17/A) si inaugura la mostra storico-documentaria “Donne e lavoro: un’identità difficile. 1860|1960 lavoratrici in Emilia Romagna”.
All’inaugurazione della mostra, promossa dalla Regione Emilia-Romagna –Presidenza di Giunta e dall’IBC-Soprintendenza beni librari e documentari in collaborazione con il Comune di Imola, intervengono:
Maria Giuseppina Muzzarelli
Vicepresidente Regione Emilia-Romagna
Bruno Solaroli
Capo di Gabinetto del Presidente della Regione Emilia-Romagna
Rosaria Campioni
Soprintendente beni librari e documentari della Regione Emilia-Romagna
Valter Galavotti
Assessore alla cultura del Comune di Imola
Donatella Mungo
Assessore alle pari opportunità del Comune di Imola

La mostra

La mostra, a cura di Rossella Ropa e Cinzia Venturoli, illustra per immagini e temi gli aspetti principali del complesso rapporto fra la donna lavoratrice e il mondo della produzione, ovvero il processo di trasformazione dell’identità femminile (individuale e collettiva) nella società italiana del XX secolo.

La ricerca – con focus sull’Emilia-Romagna – affronta la tematica, ripercorrendo in oltre 40 pannelli i tempi e le fasi della inclusione/esclusione femminile nel mondo del lavoro, individuandone cause e ragioni.
Dalla difficoltà di accedere ad occupazioni ritenute ‘naturalmente maschili’ di fine Ottocento-inizio Novecento, si passa a delineare il riconoscimento ad esercitare tutte le professioni ottenuto dopo la prima guerra mondiale, riconoscimento tuttavia negato durante il periodo fascista, e si arriva infine al raggiungimento della parità duramente conquistata con le lotte degli anni 1950-1960.

La narrazione, dall’Unità d’Italia agli anni Sessanta del secolo scorso, prende in esame gli ambiti lavorativi esclusivamente femminili, le loro caratteristiche (salari più bassi, status inferiore, minore qualificazione) e la loro evoluzione; le riviste, le associazioni e le donne che portano avanti le richieste delle lavoratrici; le filosofie sul tema del lavoro che dominano lo spazio comunicativo e sociale; la legislazione (protettiva, discriminatoria, espulsiva) connessa a tali visioni del lavoro; le conseguenze sulle strutture sociali e sulla mentalità dominante.
La mostra sarà aperta a Imola fino al 14 febbraio 2010 per poi divenire itinerante in regione.

L’allestimento

L’allestimento, a cura di Pablo Comunicazione, comprende 42 pannelli preceduti da una introduzione generale alla mostra.
Due le sezioni principali. La prima, “Dall’Unità d’Italia alla prima guerra mondiale”, prende in esame gli ambiti lavorativi femminili, dalle attività tradizionali (le mezzadre, le braccianti, le risaiole, le lavandaie, le domestiche, le lavoranti a domicilio, le lavoratrici dell’ago, le operaie) ai lavori di cura (le balie, le levatrici, le infermiere, le crocerossine), alle lavoratrici dello Stato (le tabacchine, le impiegate, le maestre). Seguono approfondimenti sulle lotte delle donne in campagna e in città e sulla legislazione dedicata al lavoro femminile.

Dopo un focus sul lavoro femminile durante il primo conflitto mondiale, si apre la seconda sezione “Dal regime fascista agli anni Sessanta”, suddivisa in due parti: “Il fascismo e la seconda guerra mondiale” (La missione della donna nella propaganda fascista; Le donne organizzate: fasci femminili e sezioni operaie e lavoranti a domicilio; Massaie rurali e donne in Africa; Nelle fabbriche; Lavorare in campagna; I littoriali femminili del lavoro; Donne in guerra), e “Dal dopoguerra agli anni Sessanta” (Votare ed essere votate. Donne sulla scena pubblica; Il diritto al lavoro; La legislazione; Richieste e rivendicazioni per il lavoro in campagna e in fabbrica; Le operaie; Il lavoro a domicilio: mutamenti e persistenze; La campagna; Mestieri e professioni).

Il volume

Per l’occasione è stato pubblicato un volume, sempre di Rossella Ropa e Cinzia Venturoli, dal titolo “Donne e lavoro: un’identità difficile. Lavoratrici in Emilia-Romagna 1860-1960”, all’interno della collana ERBA (Emilia-Romagna Biblioteche e Archivi) dell’IBC- Soprintendenza beni librari e documentari (ERBA, n. 70; Editrice Compositori, Bologna).

Il volume e la mostra sono realizzati nell’ambito delle iniziative del Comitato per le celebrazioni del 60º anniversario della Costituzione Italiana composto da Regione Emilia- Romagna, Provincia di Bologna, Comune di Bologna, Ufficio Territoriale di Governo di Bologna, Alma Mater Studiorum Università di Bologna e Ufficio Scolastico Regionale.

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