E' accezione comune che l'arte contemporanea abbia avuto il suo inizio tra la metà del XIX secolo e l'inizio del XX, sulla scorta di quei mutamenti artistici che, svincolandosi dall'estetica promulgata dalle accademie, hanno portato ai concetti d'avanguardia attraverso le ricerche sperimentali più ardite, sia intellettuali sia pratiche; e che hanno trasformato i tradizionali ambiti d'espressione artistica, come, la pittura e la scultura, in rappresentazioni sempre più relazionate con reciprocità allo spazio e all’ambiente, o a manifestazioni d'altri settori della cultura, teatro, musica o letteratura, o a vere e proprie decontestualizzazioni del significato originale dell'operato artistico, rinnovandone le valenze estetiche che, soggette a sperimentalismi, hanno talvolta mutato la loro specifica identità disciplinare per rapportarsi alla diversità di molteplici mezzi espressivi.