Illustra la storia, lo sviluppo, le interazioni uomo-ambiente di questa parte della collina bolognese attraverso una serie di tematismi che analizzano le caratteristiche ambientali e paesaggistiche, le tradizioni e la cultura locale, le attività economiche del passato e del presente. Valorizza prodotti tipici come i vini DOC Colli Bolognesi e il Parmigiano Reggiano.
L’ecomuseo si inserisce nel Sistema museale di Argenta, costituito dal Museo Civico, dal Museo delle Valli e dal Museo della Bonifica (il Consorzio della Bonifica Renana ha in zona diversi impianti di sollevamento e gestisce l’area che svolge un ruolo cruciale per la sicurezza idraulica di un territorio amplissimo). Uno dei temi più pregnanti è quello dalle aree umide, nelle quali convergono diversi corsi d’acqua canalizzati. Il museo costituisce una stazione del Parco del Delta.
Illustra la storia della salina, che riveste un ruolo rilevante anche per lo sviluppo urbanistico di Cervia e per i suoi contenuti ecologici e naturalistici, e rivisita le vicende più recenti derivanti dall’abbandono della produzione. Costituisce un presidio Slow Food e valorizza i prodotti tipici, a partire dal sale di Cervia.
Nato per iniziativa del Consorzio di Bonifica Reno Palata, che è proprietario dell’edificio e del terreno su cui sorge la Cassa d’espansione Dosolo, ha come obiettivo principale rendere i cittadini consapevoli e partecipi della rilevanza che un corretto governo ed una oculata gestione delle acque hanno per la tutela e lo sviluppo del territorio.
La raccolta e la lavorazione delle erbe palustri, che costituiscono una delle tradizioni pregnanti del territorio, sono state ricostruite attraverso numerose attività di indagine (interviste, recupero di materiali e di immagini). Il museo analizza 5 cicli produttivi tra cui quelli relativi alla Cannuccia d’acqua, al Giunco e al legno nostrano.
Istituito da Romagna Acque, Società di gestione delle risorse idriche in Romagna, e sviluppato nelle due sedi del Polo tecnologico (la centrale) e del Polo naturalistico e faunistico(la diga), ha come obiettivo principale la diffusione dell’educazione al risparmio dell’acqua,
Di vocazione poliedrica, il museo comprende diverse sezioni, fra cui un orto botanico con esemplari di flora spontanea arborea ed arbustiva dell'Emilia-Romagna e un moderno ecomuseo dell'acqua. Gestisce una rete di aree naturali, ricche di flora e di fauna, destinate alla tutela e conservazione delle specie autoctone della pianura bolognese.
Traccia la storia del Giardino, che si innesta su una preesistente tradizione di raccolta di prodotti vegetali e su una generale vocazione verde del territorio e del suo centro principale - Casola Valsenio - che ha ottenuto il riconoscimento di “Città delle erbe e dei frutti dimenticati". L’ecomuseo produce e commercializza erbe, olii essenziali e prodotti alimentari ed è destinato a divenire un accesso del Parco Regionale dei Gessi Romagnoli.
Propone un itinerario in chiave ecomuseale fra storia, natura e cultura del delta del Po, per conoscerne gli aspetti evolutivi, geomorfologici, floristici e faunistici tipici degli ambienti umidi. E' arricchito da un percorso che focalizza l'attenzione su una specie animale - il cervo della Mesola - e sulla sua tipicità faunistica e ambientale.
Attraverso oggetti, documenti, e ambientazioni il museo ricostruisce molteplci aspetti delle attività produttive, della vita domestica, delle tradizioni, della cultura e del lavoro nelle campagne fra la fine del XIX e la prima metà del XX secolo.
Il museo valorizza uno dei prodotti primari e più conosciuti del frutto della vite, ripercorrendone attraverso una minuziosa lettura i mezzi, le tecniche, l'arte della produzione, in tutte le loro fasi dal momento della maturazione dei grappoli d'uva sino alla trasformazione in aceto balsamico.
Esteso attraverso le province di Ferrara e Rovigo, il Parco circoscrive uno degli ambienti umidi più rilevanti a livello europeo. Caratterizzato dall'unicità dei suoi paesaggi e dalla molteplicità di valori naturalistici coesistenti, si contraddistingue anche per l'abbondanza e varietà della fauna e la ricchezza di biodiversità, cui si aggiungono notevoli evidenze storiche, artistiche, architettoniche e numerose testimonianze dei legami che l'uomo ha intessuto nel tempo con questo straordinario ecosistema.
La Provincia di Ferrara promuove, insieme alle amministrazioni comunali di Mesola ed Argenta, le “Mappe di comunità”, strumento con cui le comunità locali danno visibilità alla percezione e al riconoscimento dei valori del proprio territorio, delle sue memorie, delle sue trasformazioni. Il territorio, dunque, non solo come luogo in cui si vive e si lavora, ma anche come spazio che reca iscritta la storia degli uomini che lo hanno caratterizzato, dei beni materiali o immateriali di cui rappresenta il contesto, dell’universo di relazioni che intercorrono fra questi elementi.