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IBC - Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna


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Chi siamo

ISTITUTO PER I BENI ARTISTICI CULTURALI E NATURALI DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

L’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna (IBC) è nato nel 1974 come strumento della programmazione regionale e organo di consulenza degli enti locali nel settore dei beni culturali. Dal 1983 fa parte dell’Istituto la Soprintendenza regionale per i beni librari e documentari che gestisce gli interventi per le biblioteche e gli archivi storici.
Nel 1995 l’IBC è stato riordinato e rinnovato sulla base di una nuova legge regionale (n.29) in cui si ribadisce il suo ruolo di “organo tecnicoscientifico e strumento della programmazione della Regione Emilia-Romagna nel settore dei beni artistici, culturali e naturali”. Come tale, l’Istituto “promuove e svolge attività conoscitiva ed operativa, di indagine e di ricerca, per la valorizzazione ed il restauro del patrimonio storico e artistico, per la tutela, la valorizzazione e la conservazione dei centri storici, per lo svolgimento di ogni funzione relativa ai beni artistici, culturali e naturali, prestando in tali campi la propria consulenza alla Regione e agli Enti locali” ed “esercita altresì, nell’ambito della legge, della programmazione regionale e degli atti di indirizzo regionali, le funzioni amministrative di competenza regionale relative alla materia ‘musei e biblioteche di enti locali’”. Tali funzioni sono state di recente riorganizzate dalla L.R. 18/2000 "Norme in materia di biblioteche, archivi storici, musei e beni culturali”. L’attività di ricerca e di valorizzazione del patrimonio culturale condotta nel corso di questi anni e la costante azione di consulenza e di servizio prestata al governo regionale e agli enti locali fanno dell’Istituto un’esperienza originale e unica in Italia.
Dal 25 luglio 2011 il presidente dell’IBC è il prof. Angelo Varni .
La direzione, che ha sede nello storico Palazzo Bonasoni  , è affidata all’ing. Alessandro Zucchini, mentre il consiglio direttivo è composto da Giordano Conti, Giovanni De Marchi, Laura Muti, Siriana Suprani.

BIBLIOTECHE E ARCHIVI

Responsabile: Rosaria Campioni.
Dal 1983 la Soprintendenza per i beni librari e documentari è il Servizio tecnico-scientifico la cui attività è finalizzata a una sempre più incisiva azione di conservazione, censimento, valorizzazione e promozione dei beni e delle strutture bibliotecarie e archivistiche sul territorio regionale. Sono circa 1.300 le biblioteche esistenti in regione, con un complesso di circa venti milioni di volumi oltre ai sempre più numerosi “altri” documenti. Di queste ben 462 appartengono agli enti locali, molte delle quali di antica tradizione, per un patrimonio librario complessivo di oltre dodici milioni di volumi. Il patrimonio documentario censito negli archivi storici dei Comuni è costituito da oltre 1.600 fondi/complessi archivistici e 355 sono le istituzioni locali che li conservano. Ad arricchire ulteriormente questo cospicuo insieme di beni librari e archivistici si aggiungono anche i materiali di altre istituzioni culturali e centri di documentazione collegati all’organizzazione bibliotecaria regionale tramite convenzioni. L’idea guida della politica regionale, infatti, è quella di considerare le singole biblioteche e gli archivi storici come parti cooperanti di un’organizzazione unitaria che metta a disposizione degli utenti l’insieme delle risorse documentarie e informative presenti nel territorio emiliano-romagnolo. In base alla L.R. 18/2000 la Soprintendenza promuove: lo sviluppo e il potenziamento dei servizi culturali dell’organizzazione bibliotecaria e archivistica attraverso piani annuali di finanziamento progettati congiuntamente a Province e Comuni; la vigilanza sul patrimonio librario e documentario; gli interventi di conservazione e restauro; l’acquisizione di fondi di particolare interesse storico e culturale; il coordinamento tecnico dei sistemi informativi per l’automazione bibliotecaria e per il monitoraggio dei servizi bibliotecari e archivistici; la promozione di iniziative espositive, editoriali e didattiche; l’attività di riordino e inventariazione degli archivi storici e delle raccolte documentarie; l’attivazione di numerosi censimenti; la costituzione di banche dati consultabili in rete; la collaborazione con biblioteche e archivi di diversa pertinenza istituzionale; la partecipazione a progetti nazionali e internazionali.

MUSEI E BENI CULTURALI

Responsabile: Laura Carlini.
Sono oltre  500 i musei  dell’Emilia-Romagna, dalle grandi collezioni storiche alle raccolte di recente formazione. Proprio questa varietà, per origine e tipologia (nuclei archeologici, pinacoteche, quadrerie ducali e signorili, case museo e musei d’ambientazione, patrimoni di interesse scientifico naturalistico, cartaceo e documentario, raccolte civiche e di arredi sacri, beni demo-etno antropologici) rispecchia nell’insieme la realtà storica regionale, densissima e variegata, così da offrire un panorama il più possibile esauriente del territorio. Le relazioni tra i diversi oggetti e le peculiarità dei luoghi per i quali, o presso i quali, furono prodotti - i gruppi etnici, le corti, le differenti committenze e gli ambiti diocesani, le università, le organizzazioni economiche e rurali, e così via - stabiliscono una connessione con il patrimonio non musealizzato, integrandosi al “bene culturale”, tanto che risulta evidente il carattere di “museo diffuso” della nostra regione. L’attività dell’Istituto nei confronti dei musei è affidata al servizio “Musei e Beni Culturali” e si esprime a vari livelli: indagini conoscitive generali, riordino e catalogazione informatizzata delle singole raccolte, progettazione museale, individuazione delle corrette metodologie di conservazione e degli standard delle strutture museali, formazione degli operatori, servizi rivolti ai cittadini attraverso la promozione di iniziative espositive, editoriali e didattiche. Nell’ambito della conservazione e restauro la struttura interviene con programmi finalizzati al recupero delle diverse tipologie di beni conservati presso musei, chiese, edifici di proprietà comunale o di interesse locale. L’attività di catalogazione è attuata con le metodologie nazionali e il sistema informativo/informatico è già integrato nel più complesso sistema nazionale.

BENI ARCHITETTONICI E AMBIENTALI

Responsabile: Piero Orlandi.
Il servizio “Beni Architettonici e Ambientali” raccoglie le esperienze conoscitive e metodologiche sui beni del territorio regionale elaborate dall’Istituto fin dalle sue origini. Svolge attività di supporto agli Enti locali per la conoscenza, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio architettonico e naturale. Coordina l’attività culturale, scientifica e organizzativa in materia di censimenti, recupero e riqualificazione di beni e di complessi architettonici storici e contemporanei, centri storici, case rurali, siti ed emergenze urbanistici e archeologici, testimonianze della storia della cultura materiale e del patrimonio storico industriale, curandone l’inserimento nel contesto ai fini della conservazione preventiva.
Fornisce supporto tecnico e scientifico all’attuazione delle leggi regionali in materia e promuove il raccordo con gli organi della tutela statale. Gestisce la tutela degli alberi monumentali , elabora e gestisce progetti per la conoscenza, la tutela e la valorizzazione della natura, del paesaggio e delle aree protette. Partecipa alla realizzazione di progetti della Regione e degli Enti Locali, anche in attuazione di programmi dell’Unione Europea, in relazione con il Piano Paesistico Regionale, con i criteri di sostenibilità ambientale, in una visione interdisciplinare. Si occupa del censimento, della divulgazione e dell’utilizzazione della cartografia storica per la pianificazione territoriale ed elabora cartografie tematiche in collaborazione con il servizio Sviluppo amministrazione digitale e sistemi informativi geografici della Regione. La struttura promuove la valorizzazione, la divulgazione delle ricerche e delle banche dati, l’attività didattica ed il turismo culturale per il patrimonio architettonico, ambientale e della cultura materiale, svolgendo inoltre funzione consultiva per le attività di conservazione e tutela, in collaborazione con Soprintendenze e Istituti di ricerca. Garantisce la conservazione e l’arricchimento del patrimonio di documentazione raccolto; elabora metodologie conoscitive funzionali alle attività di promozione e di conservazione preventiva, concordandole con gli organi europei, statali e della pianificazione territoriale.

POLO ARCHIVISTICO REGIONALE (ParER)

Responsabile: Marco Calzolari
Il Polo archivistico regionale dell'Emilia-Romagna (ParER), istituito con delibera della Giunta regionale 887/2009, svolge funzioni di archiviazione e conservazione dei documenti informatici prodotti dalla Regione e, mediante apposita convenzione, dei documenti prodotti da Province, Comuni e altri soggetti pubblici. Il Polo, che eredita l'esperienza maturata in ambito di e-government dal progetto DOCAREA, si configura quindi come un archivio di deposito e storico unico di tipo federato a cui gli enti produttori aderenti conferiscono i propri archivi, mantenendo il controllo sul processo di conservazione e usufruendo al contempo di un servizio di alto contenuto professionale, sia tecnologico sia archivistico.
ParER fornisce, in particolare, i servizi di conservazione a norma della documentazione versata dagli enti produttori al momento del suo ingresso nel sistema documentale corrente, e di conservazione a lungo termine dei fascicoli chiusi, dei relativi documenti e di tutti i metadati necessari, archiviandoli nel rispetto dei piani di conservazione dei soggetti produttori.
Nell'ambito della riorganizzazione del patrimonio documentale regionale, e secondo quanto previsto dal D. Lgs. 42/2004, ParER cura inoltre le funzioni di archivio di deposito e storico della Regione attraverso la gestione dell'istituto di San Giorgio di Piano, di cui sta progettando la ristrutturazione. L'ottica è quella di rendere disponibile alla comunità, nell'ormai prossima scadenza del primo quarantennio di vita dell'ente, l'Archivio storico regionale, e di far confluire il suo patrimonio archivistico in un sistema che ne migliori la fruibilità e ne garantisca, nell'ambito delle più avanzate tecnologie disponibili, la conservazione e l'opportuna valorizzazione.

BIBLIOTECA "GIUSEPPE GUGLIELMI" DELL'IBC

La Biblioteca raccoglie e organizza la documentazione libraria e multimediale sui beni culturali e naturali della regione Emilia-Romagna.
E’ specializzata nelle seguenti aree di interesse: arte, museologia, restauro, storia locale, cultura materiale, artigianato artistico, biblioteconomia, archivistica, archeologia, urbanistica, studio del territorio, ambiente naturale, metodologie della conservazione e catalogazione dei beni culturali.
La raccolta libraria si è formata a partire dagli anni Settanta a supporto dell’attività istituzionale dell’IBC, per documentare e approfondire aspetti e tematiche relative ai beni culturali dell’Emilia-Romagna. Il 15 dicembre 1995 è stata intitolata a Giuseppe Guglielmi, primo direttore dell’Istituto. Dal 2011 la sede è in via Marsala 31 a Bologna.
Il patrimonio è costituito da circa 40.000 volumi ordinati a scaffale aperto, da un centinaio di periodici, da circa 1.000 audiovisivi.

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COMUNICAZIONE

L’Ufficio Stampa e Comunicazione si occupa dell’informazione e comunicazione delle attività dell’Istituto. Assicura i rapporti con la stampa e i media in genere, promuove e organizza mostre, convegni ed iniziative anche in collaborazione con altri enti del settore.
Coordina inoltre la produzione editoriale dell’IBC.
L’Istituto è dotato di un laboratorio fotografico fornito di apparecchiature professionali e strumenti per l’acquisizione di immagini che opera per archivi, biblioteche e musei della regione.
L’IBC pubblica la rivista trimestrale “IBC. Informazioni commenti inchieste sui beni culturali”, diretta dal professore Ezio Raimondi. Stampata in 6000 copie, viene distribuita gratuitamente a musei, biblioteche, archivi, istituzioni culturali regionali e nazionali.
L’Istituto ha un’ampia e ormai consolidata produzione editoriale  (oltre 400 titoli pubblicati fino ad oggi), articolata in diverse collane: ERBA Emilia-Romagna Biblioteche e Archivi; Immagini e Documenti; ER Musei e Territorio; Quaderni IBC.
L’IBC organizza inoltre mostre finalizzate alla valorizzazione e promozione su vasta scala di aspetti e temi del patrimonio culturale regionale. Per questo è attiva una struttura operativa interna in grado anche di fornire servizi e consulenza agli enti locali e alle istituzioni culturali che ne fanno richiesta.