L'attività di censimento riveste un ruolo importante nel suo essere un riflesso molto concreto del nuovo concetto di bene culturale che si afferma con la nascita dell’Istituto stesso. Sin dal suo primo operare l’IBC attende infatti alla costituzione di un inventario regionale dei beni artistici, culturali e naturali attuato nel corso anni attraverso censimenti e campagne di rilevamento, intesi non come semplici ricognizioni di tenore amministrativo, ma come inchieste a carattere spesso interdisciplinare volte a saggiare il sedimento culturale della regione.
Si sonda e si esplora il territorio lungo molteplici direzioni e con diverse azioni conoscitive ora volte a ricostruire l’insediamento storico nelle sue molteplici relazioni, ora a individuare particolari nuclei di beni culturali ovvero ad additare all’attenzione collettiva nuove categorie di testimonianze materiali e immateriali della storia regionale, ora a circoscrivere l’insieme degli istituti (musei, biblioteche, archivi) che connotano e danno fisionomia al tessuto culturale emiliano-romagnolo. Il percorso di lavoro si snoda sia attraverso ampie indagini trasversali, di marcato orientamento tematico, sia attraverso saggi di approfondimento su specifiche aree omogenee dal punto di vista tipologico o intorno a momenti storicamente nodali dell’organizzazione della cultura.